il rabbino Jehuda Low, figura controversa che si mescola tra realtà e fantasia e al quale è legata la famosa leggenda del Golem...

Il Rabbino Jehuda Low, tra storia e leggenda

Al rabbino Jehuda Low è legata la leggenda del Golem, creatura mostruosa del ghetto ebraico di Josefov, ma, benchè il Golem sia una creatura di fantasia, il rabbino Low esistette realmente: nacque nel 1520 nella città tedesca di Worms, fu rabbino capo della Moravia e poi della Boemia, ed è sepolto nella tomba più imponente del Vecchio cimitero ebraico. Egli fu anche immerso nella tradizione mistica ebraica conosciuta come cabala. Oltre a quella del Golem, molte sono le leggende che lo circondano, una delle quali racconta che visse fino a cent’anni e che persino la Morte era diffidente nell’avvicinarglisi mentre studiava i suoi libri eruditi e che dovette nascondersi dietro un cespuglio di rose per prendere il rabbino, ormai centenario, tra le sue grinfie. è interessante notare come la tomba di Jehuda Low nel Vecchio cimitero ebraico sia ricoperta di piccoli sassolini che ebrei, turisti o fedeli appoggiano su di essa in segno di preghiera e in ricordo del grande rabbino.

la leggenda del Golem del quartiere ebraico di Josefov

La leggenda del Golem di Praga

Praga è una città misteriosa, ricca di miti e leggende. Scopriamo insieme la figura leggendaria del terribile Golem del quartiere di Josefov.

Si narra che il Golem era un domestico vivente creato con il fango della Moldova da un rabbino di nome Jehuda Low. Il rabbino diede vita alla creatura mettendo uno ‘shem’ (una tavoletta con un’iscrizione magica in ebraico) sotto la sua lingua. La tavoletta era stata incisa con la parola ebraica ’emeth’ che significa ‘Verità di Dio’. Il Golem eseguiva ogni tipo di lavoro duro ed era molto utile a tutta la comunità ma per farlo riposare bisognava togliergli la tavoletta dalla bocca e il rabbino lo faceva ogni sera. Un giorno però se ne dimenticò e il Golem prese a girare per il ghetto causando scompiglio e distruggendo tutto quello che trovava davanti a sé. Mentre succedeva questo il rabbino stava leggendo un passo sacro dalla Torah e per la legge di Dio nessuno deve interrompere la lettura ma lui fu costretto a farlo per fermare il Golem. Interruppe allora la lettura a metà, corse fuori dalla sinagoga e affrontò il Golem togliendogli la tavoletta dalla bocca.

Il Golem poi venne portato nella soffitta della sinagoga Vecchia- Nuova di Josefov e mai più utilizzato. Ancora oggi la soffitta è misteriosamente colma di fango rappreso e da quel giorno il passo sacro della Torah viene letto fino a metà, interrotto e poi ripreso ancora una volta dall’inizio alla fine in ricordo del rabbino Jehuda Low.