Knedliky di pane: la ricetta!

I knedliky di pane sono una delle specialità ceche più comuni. Si possono paragonare ai canederli, infatti il principio di preparazione è lo stesso, e vengono usati nella grande maggioranza dei casi come contorno per cibi con molta salsa.

Li troverete quindi sicuramente nel Gulaš, nella Svičková na smetaně o nel Vepřo-Knedlo-zelo, tre piatti che vi invitiamo a provare a Praga.

Preparazione del Knedliký:

Si tratta di pane raffermo ammollato nel latte e poi ricomposto in salsicciotti che vengono poi tagliati a fette. I knedliky si accompagnano con carne arrosto, crauti e altre prelibatezze. Ecco la ricetta.
Ingredienti:
400g di farina
350ml di latte
2 tuorli d’uovo
mezzo cucchiaino da caffè di lievito di birra
mezza baguette rafferma tagliata a dadini di circa 1 cm
sale q.b.
In una terrina di vetro versate il latte, il sale, i tuorli, il lievito e la farina. lavorate la pasta dal basso verso l’alto con l’aiuto di un cucchiaio di legno per circa 3 minuti. Aggiungete i dadini di pane alla pasta e mescolate bene, poi lasciate riposare . Nel frattempo mettete a bollire l’acqua e poi dividete la pasta a metà con le mani bagnate per evitare che si attacchi troppo. Ricavare quindi dei cilindri di circa 15 cm l’uno e lasciare cuocere i knedliky nell’acqua bollente per circa 20-30 minuti. Infine tagliarli a fette spesse e regolari.
Buon appetito!

il rabbino Jehuda Low, figura controversa che si mescola tra realtà e fantasia e al quale è legata la famosa leggenda del Golem...

Il Rabbino Jehuda Low, tra storia e leggenda

Al rabbino Jehuda Low è legata la leggenda del Golem, creatura mostruosa del ghetto ebraico di Josefov, ma, benchè il Golem sia una creatura di fantasia, il rabbino Low esistette realmente: nacque nel 1520 nella città tedesca di Worms, fu rabbino capo della Moravia e poi della Boemia, ed è sepolto nella tomba più imponente del Vecchio cimitero ebraico. Egli fu anche immerso nella tradizione mistica ebraica conosciuta come cabala. Oltre a quella del Golem, molte sono le leggende che lo circondano, una delle quali racconta che visse fino a cent’anni e che persino la Morte era diffidente nell’avvicinarglisi mentre studiava i suoi libri eruditi e che dovette nascondersi dietro un cespuglio di rose per prendere il rabbino, ormai centenario, tra le sue grinfie. è interessante notare come la tomba di Jehuda Low nel Vecchio cimitero ebraico sia ricoperta di piccoli sassolini che ebrei, turisti o fedeli appoggiano su di essa in segno di preghiera e in ricordo del grande rabbino.

la leggenda del Golem del quartiere ebraico di Josefov

La leggenda del Golem di Praga

Praga è una città misteriosa, ricca di miti e leggende. Scopriamo insieme la figura leggendaria del terribile Golem del quartiere di Josefov.

Si narra che il Golem era un domestico vivente creato con il fango della Moldova da un rabbino di nome Jehuda Low. Il rabbino diede vita alla creatura mettendo uno ‘shem’ (una tavoletta con un’iscrizione magica in ebraico) sotto la sua lingua. La tavoletta era stata incisa con la parola ebraica ’emeth’ che significa ‘Verità di Dio’. Il Golem eseguiva ogni tipo di lavoro duro ed era molto utile a tutta la comunità ma per farlo riposare bisognava togliergli la tavoletta dalla bocca e il rabbino lo faceva ogni sera. Un giorno però se ne dimenticò e il Golem prese a girare per il ghetto causando scompiglio e distruggendo tutto quello che trovava davanti a sé. Mentre succedeva questo il rabbino stava leggendo un passo sacro dalla Torah e per la legge di Dio nessuno deve interrompere la lettura ma lui fu costretto a farlo per fermare il Golem. Interruppe allora la lettura a metà, corse fuori dalla sinagoga e affrontò il Golem togliendogli la tavoletta dalla bocca.

Il Golem poi venne portato nella soffitta della sinagoga Vecchia- Nuova di Josefov e mai più utilizzato. Ancora oggi la soffitta è misteriosamente colma di fango rappreso e da quel giorno il passo sacro della Torah viene letto fino a metà, interrotto e poi ripreso ancora una volta dall’inizio alla fine in ricordo del rabbino Jehuda Low.

mercatino delle pulci

Alla fiera dell’Est: i mercatini delle pulci di “U Elektry”

Alla fiera dell’Est: i mercatini delle pulci di “U Elektry”

Nell’era comunista una delle incombenze più frequenti per i poliziotti di Praga era scovare i mercatini illegali in cui si vendevano dischi di band occidentali e altre merci tabù provenienti dall’Ovest. Evidentemente il regime era convinto di riuscire in questo modo a sopprimere l’imprenditorialità.
Quei mercatini perseguiti dalle autorità dell’epoca sono gli antenati di U Elektri, il più grande mercato delle pulci della Repubblica Ceca e forse dell’intera Europa. Su un’area di 50.000 metri quadrati, ogni sabato e domenica qui si può trovare praticamente tutto: attrezzi da giardinaggio, abbigliamento, elettronica, utensili e cibarie.

Accanto alle cose nuove di zecca troverete articoli di seconda mano e oggetti di antiquariato, come in ogni mercato delle pulci che si rispetti. Alcuni venditori allestiscono le loro merci in tipici stand o in chioschi mentre altri espongono i loro prodotti direttamente i loro prodotti nel bagagliaio delle auto o su tappeti stesi a terra.

Se volete fare acquisti in modo originale non potete perdervi questa chicca di Praga!
Il mercato U Elektri 888/3, 19000 Praha 9, si tiene ogni sabato e domenica dalle 7.00 alle 13.30.

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Mercatini di Natale a Praga
Mercatini di Natale 2022 a Praga

I mercatini di Natale torneranno dopo due anni di assenza. Scopri cosa aspettarti dal natale praghes…

Gli edifici cubisti

Passeggiando per Praga noterete alcuni edifici un po’bizzarri e diversi dal solito…intorno al 1900 infatti alcuni artisti cechi decisero di utilizzare anche in architettura i principi di Picasso: gli spigoli netti, le strutture cristalline e la compenetrazione dei piani.
Nacque così qualcosa di unico, che esiste solo nella Repubblica Ceca: il cubismo architettonico.

In nessun altro luogo al mondo troverete così tanti edifici cubisti come a Praga. Sarebbe un peccato visitare solo la casa della Madonna Nera a Celetná… infatti ai piedi delle rupi di Vyšehrad lungo la Moldova potrete ammirare delle opere forse ancora più belle in questo stile originale. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento dopo il cosiddetto “risanamento” sotto la cui scure cadde anche questo quartiere di zatterieri e venditori di legno, qui vennero costruite molte nuove case. Persino Josef Chochol, un’architetto dal carattere difficile, riuscì ad ottenere un incarico, come la villa bianca a tre piani che gli era stata commissionata dal costruttore Bedřich Kovařovic. La villa è situata all’interno di un giardino geometrico e ha un’imponente facciata monumentale sul lato della Moldova. Camminando lungo il recinto, sempre in stile cubista, si ha l’impressione che la facciata sporgente si giri verso lo spettatore, ma la vista migliore della villa si ha dal ponte ferroviario proprio di fronte. Poco distante, al 6/10 dell’argine Rašín, si trova un altro lavoro di Chochol, una villa trifamiliare bianca e rossa con il tetto mansardato.
La sua opera più importante è invece l’angolo tra la Neklanova e la Přemyslova: il condominio, commissionato a Chochol da František Hodek intorno al 1913, si allunga come la prua di una nave, ma purtoppo il suo bell’ingresso cubista è deturpato da cartelloni pubblicitari.
Ora queste case vengono utilizzate come abitazioni o locali commerciali, eppure basta guardarle da fuori e ammirare le facciate per essere trasportati in un sensazionale viaggio nel tempo.

Chlebíčky: uno spuntino goloso durante la vostra visita a Praga

Se mentre passeggiate per Praga all’improvviso avete fame e volete uno spuntino al volo allora dirigetevi verso una gastronomia e chiedete dei chlebíčky. Sono delle fette di pane farcite, di solito li trovate in vetrina e …che panini! Sulle fette di pane bianco tagliate trasversalmente e spalmate di burro i cechi adagiano tutto ciò che gli viene in mente, fino a creare piccoli capolavori con salame, formaggio, caviale, uova, cetriolini, prosciutto, peperoni, mousse di salmone, pesce affumicato, senza mai dimenticare la maionese. Sono belli da vedere e buoni da mangiare: il chlebíčky infatti è il panino quotidiano, ma anche una leccornia che non può mancare nelle occasioni di festa. I chlebíčky sono nati a cavallo tra le due guerre, quando il pittore Jan Skramlik stava eseguendo il ritratto di famiglia del famoso negoziante di gastronomia Jan Paukert. Il pittore per calmare la fame mangiava i piccoli bocconcini disponibili a quel tempo e quindi era costretto a interrompere spesso il suo lavoro. Qualche consiglio per degli ottimi chlebíčky: Bistro Sisters a Dlouhá 39, Zlatý kříž, Jungmannova 34.

simboli in Nerudova

Una passeggiata a Nerudova tra antichi stemmi e curiose simbologie

Per godervi appieno la meravigliosa città di Praga non può mancare una passeggiata nel cuore pulsante della capitale, Mala Strana ed in particolare in Via Nerudova, l’ultima tappa della Via Reale.

Se alzate lo sguardo al di sopra dei negozi di souvenir scoprirete un mondo affascinante: quello dei simboli e degli stemmi che davano il nome alle case di Praga. Fino al Settecento infatti, quando Maria Teresa introdusse i numeri civici, i rilievi e le piccole sculture che ornavano le case erano essenziali per l’orientamento. A Praga se ne sono conservate circa duecento e le più belle si trovano proprio sulla Nerudova. Le insegne indicavano la posizione, la professione o il nome del proprietario dell’abitazione, ma la loro origine può essere determinata solo per una piccola parte. un’eccezione è la casa “Ai tre violini”, abitata da tre famiglie di liutai; si narra che nelle notti di luna piena si possa udire ancora un concerto di fantasmi. Vi sono poi i soggetti animali, come l’agnello rosso o il gambero verde; più rari i vegetali, come la rapa bianca.
Una delle maggiori attrazioni, quasi in cima alla Nerudova, è la famosa casa “Ai due soli”. Qui viveva Jan Neruda, il grande scrittore che ha dato il nome alla via , autore dei pittoreschi “Racconti di Malá Strana”. Se non siete ancora stanchi proseguite la passeggiata su via Uvoz oppure prendete la strada a destra per il castello e godetevi il meraviglioso panorama di Praga.

gita in barca

Gita in barca nel tunnel acquatico sulla Moldova

Tutti conoscono il Ponte Carlo, ma pochi sanno che il simbolo di Praga nasconde un tunnel acquatico lungo 120m. Se affittate una barca potrete passare non solo sotto una delle arcate del Ponte, ma anche sotto la volta romanica del suo predecessore del XII secolo: il ponte di Giuditta. Osservandolo dalla Křižovnické náměstí sembra che il Ponte Carlo inizi dalla torre. Invece la piazza copre un arcata dove scorre un braccio della Moldova, utilizzato in passato come canale per i mulini della Città Vecchia, dove oggi c’è il ponte pedonale Novotného lávka.
Quando nell’Ottocento fu installata la statua di Carlo IV, fu costruito anche un molo e l’ultima arcata rimasta del ponte di Giuditta venne interrata. La piazza fu allargata e nacque anche il tunnel acquatico di cui vi parlavamo. Per arrivarci bisogna attraversare un portone di ferro vicino alla chiesa di San Francesco d’Assisi. Le pietre umide del ponte di Giuditta trasudano storia e dalla barca potrete ammirare il Ponte Carlo da una angolazione insolita avendo un’ottima vista di Malá Strana e del Castello. Il rilievo in pietra che raffigura un uomo barbuto di nome Bradáč serviva nel Medioevo per misurare l’altezza del fiume: se l’acqua raggiungeva la barba, era tempo di evacuare la Città Vecchia. Bradáč si trova ora sul molo di Křižovnické náměstí, dove fu spostato nel XIX secolo. Oggi ne è stata messa una copia nel luogo in cui si trovava in origine, un pilone del ponte di Giuditta, a destra, vicino alle scale che portano all’approdo delle barche. Cosa aspettate? Sarà bellissimo visitare Praga da un’angolazione diversa, navigando su una delle tante barche che attraversano la Moldova.

Ecco alcune proposte di crociere sul fiume a Praga

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La cassetta dei funghi- un’imperdibile curiosità!

I cechi, sulla faccia della terra, sono una delle popolazioni più distanti dalla religione. Eppure nella loro capitale c’è una statuetta venerata dai cattolici di tutto il mondo, il famoso Bambin Gesù di Praga, conservato nella chiesa di Santa Maria della Vittoria. Proprio lì di fronte però si trova un posto poco appariscente ma molto più terreno che caratterizza il popolo ceco certamente meglio dei simboli religiosi.
Nascosto nell’androne di un palazzo, sulla parete destra è posizionata una cosa che non vedrete da nessun’altra parte: una cassetta per i funghi. Molti cechi, almeno una volta all’anno, hanno l’abitudine di raccogliere i funghi nei boschi. Questo hobby è nato proprio durante il periodo comunista quando frutta e verdura erano molto care e difficilmente reperibili e i funghi ( in ceco, houba) rappresentavano un gustoso alimento che si poteva trovare gratuitamente passeggiando nei boschi e senza dover spendere un centesimo. Così la necessità di un tempo si è trasformata oggi in una tradizione e tantissimi cechi si dedicano con tanta passione a questo passatempo che rappresenta anche un’ottima scusa per fare movimento all’aria aperta. Per controllare il loro bottino utilizzano questa cassetta: appoggiano il cesto coi funghi nella cassetta, collocata dietro una porticina di legno, e compilano un formulario con alcune informazioni. Poi aspettano di ricevere una mail dalla Società Micologica Ceca che svelerà loro se i fughi raccolti sono o meno commestibili e a quale specie appartengono. La Società è una delle migliori istituzioni al mondo di questo tipo e il suo cofondatore, il leggendario micologo František Smotlacha, sperimentò su di sé oltre 1700 tipi di funghi. La cassetta è stata un’idea del figlio del proprietario della casa e della nipote di Smotlacha, che porta avanti la tradizione di famiglia.

Il caffè nel mulino- una passeggiata nel parco di Kampa verso il Kavárna Mlýnská.

Prendetevi un po’ di tempo libero per passeggiare nel rilassante parco di Kampa: attraversando il prato non potrete non accorgervi della caratteristica entrata del bar, è facile infatti riconoscere il Kavárna Mlýnská dalla ruota di mulino che gira nella Čertovka (in italiano, “canale del diavolo”), un braccio della Moldova che separa Kampa dalla terraferma. Il locale è chiamato dai suoi frequentatori anche Mlejn (mulino, appunto) o Da Kotas, comproprietario e anima del Kavárna. Sarà piacevole sorseggiare un delizioso caffè o accompagnare la birra con un ottimo hermelin artigianale in salomoia, il tipico formaggio ceco dal gusto cremoso e un po’ acidulo. Qui troverete soprattutto stuzzichini per accompagnare la birra e il vino che si prestano perfettamente per una piacevole siesta ma se volete mangiare sul serio allora, dopo aver fatto tappa al caffè , vi consigliamo di consumare la cena in uno dei tanti ristoranti di cucina tipica locale nell’isola di Kampa. Non stupitevi: se il Kavárna Mlýnská di giorno è un comune caffè, sappiate che di sera si trasforma in un’arena politica. Qui infatti c’è la sede non ufficiale dei sostenitori di Karel Schwarzenberg, sconfitto da Zeman (l’attuale presidente) alle elezioni presidenziali del 2013 soltanto per pochi voti. Mentre il presidente è da sempre vicino alla Russia, questo bar è diventato il rifugio per tutti coloro che invece appoggiano le basi americane nella Repubblica Ceca. Tra i frequentatori assidui del bar nel mulino non mancano volti famosi come il provocatorio artista David Černý.